O meglio, si sa che quelli di Rignano sono stati molestati.
Non importa da chi (maestri, bidelli, poliziotti o assistenti sociali): la molestia stessa è lo scandalo.
Ho letto Leonardo.
E come (quasi) sempre mi sento in sintonia con quello che dice.
Ho letto Vaghe stelle dell’Orsa: la sua polemica con Giulio Mozzi e Loredana Lipperini.
Ho provato anche a scrivere qualche considerazione.
Ma ho bisogno soprattutto di continuare a leggere.
Di pensare, di cercare di capire.
Di metabolizzare. Digerire.



7 comments
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Mercoledì 2 Maggio 2007 a 21:37
demone
Ho seguito il percorso che suggerisci, ma personalmente mi riesce difficile cercare di dare una cornice al tutto. Alla fine un solo fatto sembra oggettivo e purtroppo è quello più drammatico. Per quanto impegno ci si possa mettere, chi è esterno alla vicenda non la comprenderà mai veramente. O almeno questo è ciò che credo.
Giovedì 3 Maggio 2007 a 10:12
filosoffessa
Caro demone, in questa sede non sono molto interessata a sapere chi ha ragione e chi ha torto.
Intendiamoci, è fondamentale che i colpevoli vengano identificati e puniti, ma non è nostro compito farlo. Lasciamolo agli inquirenti e ai magistrati.
Qui, quello che vorrei capire e discutere è: perché abbiamo talmente bisogno di mostri che se ci sono tanto meglio (alla gogna! alla gogna!), se non ci sono ce li dobbiamo addirittura fabbricare?
Il linciaggio pubblico (la “caccia alle streghe”) quali “peccati” della nostra “cattiva coscienza” serve a mascherare?
Credo (l’ho già scritto) che il “peccato originale” dei nostri tempi sia l’omissione.
E che il meccanismo psicologico che serve a perpetuarlo sia la rimozione.
Noi omettiamo di fare i genitori, gli educatori, gli adulti.
Ci sottraiamo a questo compito fondamentale, a questa responsabilità.
Omettiamo di parlare ai bambini (ai ragazzi) di malattia, debolezza, infelicità, morte, violenza… omettiamo le difficoltà.
Di fatto, li abbandoniamo a se stessi.
Di fronte ad un mondo che non è solo successo, felicità, salute, denaro, fama.
Ma è anche altro. Un altro che essi non sono in grado di comprendere. Perché non abbiamo fornito loro le categorie per interpretarlo.
Gli strumenti per difendersi.
Perché abbiamo omesso di fare opera di mediazione.
Poi rimuoviamo il tutto.
Non è colpa nostra, ma della maestra “che non sa tenere la classe”, della violenza che c’è in televisone, dei brutti incontri che si possono fare navigando in Internet…
Noi omettiamo di ascoltare, ma anche di dire no, quando è il caso
(per rimuovere il nostro senso di colpa di non aver ascoltato).
Quindi i nostri figli hanno sempre ragione, qualunque cosa dicano, qualunque cosa facciano.
Questo li rende incapaci di confrontarsi, di discutere, di comprendere il punto di vista altrui, di assumersi le proprie responsabilità, nel bene e nel male.
E la rimozione continua, una generazione dopo l’altra.
Tanto qualche mostro cui dare la caccia si trova sempre.
Giovedì 3 Maggio 2007 a 15:48
pessimesempio
Sono d’accordo con te: omissione e rimozione sono i peccati di oggi. E tutta questa polemica. A volte, mi sembra l’ennesima di cui abbiamo bisogno per scandalizzarci ancora un po’ e continuare poi a omettere e a rimuovere. E poi non siamo noi i mostri e i figli non sono i nostri e noi stiamo attenti e non ci succederebbe mai.
Giovedì 3 Maggio 2007 a 16:09
elrond
Un meccanismo di difesa che spessissimo fa il paio con la rimozione è la proiezione… delle nostre colpe su capri espiatori (e con ciò non voglio sottointendere che questi ultimi siano necessariamente incolpevoli…) di volta in volta differenti.
Ora capisco di quali letture parlavi…
Giovedì 3 Maggio 2007 a 18:52
filosoffessa
Questi li considero ulteriori commenti:
http://caracaterina.wordpress.com/2007/05/01/al-di-qua-della-siepe/#comment-163 e seguenti.
Spero che l’autrice non me ne voglia.
Giovedì 3 Maggio 2007 a 19:17
l'indignazione « scompartimento per lettori e taciturni
[...] [e tutto parte da questo e poi da questo] [...]
Giovedì 3 Maggio 2007 a 19:47
filosoffessa
Grazie a pessimesempio e elrond per il contributo: effettivamente “a noi non succederebbe mai”, la proiezione, sono ulteriori tessere del mosaico.
Grazie (anche a demone, naturalmente) soprattutto per aver scritto.
Per aver condiviso con me i vostri pensieri.
Quando tratto argomenti “scivolosi” come questo il timore di essere fraintesa è sempre forte.