Faccio parte di quel 10% di heavy users di Internet (solo il 3% degli italiani) che, oltre a connettersi tutti i giorni, fa acquisti di libri, CD e DVD direttamente dal web.
Rientro, inoltre, nella sfera degli eclettici (14% degli italiani), vale a dire coloro che usano la rete in maniera attiva: impiegando gli strumenti del cosiddetto web 2.0, partecipando a comunità digitali, creando spazi web personali…
A quanto sembra, non si tratta, per la rimanente percentuale di popolazione italiana, di colmare un divario digitale, ma, piuttosto, un divario culturale.
Infatti, tolto quel “trascurabile” 52% di chi non accede affatto ad Internet (i TV people), della restante fetta la porzione più generosa (i cosiddetti technofan) si limita ad utilizzare le nuove tecnologie in modo passivo: guardando la TV attraverso il PC anziché seduti sul divano, o, al limite, servendosi degli strumenti web per comunicare con amici e parenti.
E la faccenda più triste è che, pare, questo divario sia destinato ad aumentare.
I figli di un’eclettica come me hanno solo il 40% di possibilità di diventare a loro volta degli eclettici. Nella maggioranza dei casi “scivoleranno” tra i technofan o, addirittura, tra i TV people.
Insomma, siamo qui. A comunicare, a scrivere. A scambiarci delle idee.
Ma, in realtà, ce la stiamo raccontando tra di noi.
[Fonti: Html.it: WebNews, Punto Informatico, Osservatorio permanente sui contenuti digitali]



9 comments
Comments feed for this article
Mercoledì 6 Giugno 2007 a 11:26
Sciura Pina
C’è molta verità in quello che scrivi e, purtroppo, la scuola non è in grado di colmare questo vuoto (spesso per mancanza di strumenti e di competenze)
Mercoledì 6 Giugno 2007 a 20:59
arquimede
Ciao Laura
(sorriso triste). Se l’ha detto quel signore, uno che ha studiato, (ma ci pensi?) uno che internet penso la usi per vedere i siti “troiaio” ma non in inglese, quelli in italiano con i dialer, perchè quelli in inglese non li sa trovare, allora possiamo dormire, non tranquilli ma almeno ci riposiamo un pò.

A Uno mattina oggi hanno parlato di Wikipedia (un giornalista pagato con i soldi tuoi, di Pina ed anche i miei e quelli di milioni di altri omini e donnine) che ha detto che è in inglese e pure in italiano
@ Sciura Pina
Sai Pina quanti computer hanno a scuola di mio figlio (quarta elementare) ?
6. Sai che computer sono? Ma non sei curiosa? Non te lo dico che mi viene da ridere. Te lo dico almeno ridi anche tu (forse): Pentium 2 con windows 98.
Salutoni
Alessandro
Mercoledì 6 Giugno 2007 a 21:30
bangiu
L’importante è comunicare, avere delle reti di relazioni… se i TV People poi si ritrovano al bar o in pizzeria e lì comunicano e si scambiano le loro idee a noi va bene lo stesso.
L’importante è che, con le lettere, le mails, il telefono o una tazzina di caffè, le persone si incontrino ancora, al di là delle categorie sinottiche.
Io mi ritengo fortunata per esser capitata per pura casualità nella “rete” di blog come il tuo, quello di Sciura Pina, Gianluca ecc..
Un abbraccione!
Mercoledì 6 Giugno 2007 a 22:58
la Legionaria
AAGH!!! Non nominate la parola “scuola”, vi imploro!! Non fatelo, se prima non avete tenuto presente che non è una Dimensione a Sè, bensì uno spaccato di composizione simile a quella della società di cui sopra.
) e il 52% di TV people.
Quindi a scuola ci trovate il 10% di prof “heavy user” (fra cui la sottoscritta
Più che comunicare, stiamo facendo la Resistenza…
Giovedì 7 Giugno 2007 a 9:21
Elena
E tuttavia, io continuo a preferire gli incontri in carne e ossa. Sono stata una convinta technofan; adesso lo sono assai più moderatamente, con tendenza al graduale abbandono. Ma non vivo questo processo come una sconfitta – al contrario, è una conquista.
Un abbraccio (solo virtuale, purtroppo).
Giovedì 7 Giugno 2007 a 9:57
filosoffessa
Cari tutti,
è sempre stimolante leggere i vostri contributi.
La comunicazione è certamente una parte fondamentale del web (nel web), come nella vita, credo.
Anch’io, tuttavia, benché mi serva, all’occorenza e per comodità, di quella virtuale, continuo a prediligere quella reale.
In questo mi trovo concorde con te, Elena.
Ma quanto a definirti technofan (nell’accezione che ne dà lo studio citato) lasciami dissentire.
Per quel poco che ti conosco tu sei certamente eclettica.
E vado a sgombrare il campo da un paio di equivoci.
Intanto, heavy users della rete sono il 3% e non il 10%, come si poteva interpretare dal primo capoverso del mio articolo, che a una rilettura più attenta è risultato alquanto oscuro e arzigogolato anche a me. (Ma ormai…)
In secondo luogo, l’assunto sottointeso del post (come della statistica citata) è che l’utente consapevole della rete sia culturalmente privilegiato rispetto agli altri perché, proprio grazie a Internet, ha accesso a informazioni diverse e non filtrate dai centri di potere, è in grado di rielaborarle e di partecipare in prima persona a processi di costruzione della conoscenza (della democrazia) di tipo orizzontale.
Non so quanto tale assunto sia valido in realtà.
Ma c’è chi ci crede.
Ad esempio Franco Carlini, Gianroberto Casaleggio, Giuseppe Granieri.
Ed anche a me piace pensare che sia così.
Il problema allora diventa:
- se i genitori heavy users non riescono a trasmettere il loro sapere (la loro cultura, digitale e non) ai propri figli (o meglio, ci riescono solo nel 40% dei casi),
- se la scuola (come fa notare Sciura Pina) non è attrezzata per “acculturare” al digitale (oltre all’esempio citato da arquimede, vi ricordate l’articolo sui Computer nella scuola italiana?),
- se gli insegnanti sono lo specchio della società (e lo sono), perciò solo il 3% di essi, come nota la Legionaria, sono heavy users,
- se non ci sono, altre “agenzie” che possano svolgere un’azione educativa in tal senso,
allora come la mettiamo?
La TV society è destinata a perpetuarsi all’infinito?
C’è una via d’uscita?
O un punto d’implosione?
Giovedì 7 Giugno 2007 a 14:37
filosoffessa
Aggiungo un tassello fresco fresco.
L’altra faccia della medaglia:
http://chipsandsalsa.wordpress.com/2007/06/07/abbasso-gli-improvvisatori/
Venerdì 8 Giugno 2007 a 20:37
Andiamo in mondovisione? « musica e altro
[...] voglio collegare all’ultimo post di Laura per dire la mia: penso che i blogger che ci leggono ed i compagni di forum siano delle ottime [...]
Mercoledì 13 Giugno 2007 a 17:52
Filosoffessa
Ulteriore aggiornamento:
http://webnews.html.it/news/leggi/6205/siamo-i-ragazzi-di-oggi/