La condizione di crescente “insularità” delle élite significa, tra l’altro, che le ideologie politiche tendono a perdere i contatti con la realtà.
Dal momento che il dibattito politico è limitato, nella maggior parte dei casi, a quelle che sono state acutamente definite le “classi parlanti”, esso tende a crescere su se stesso, a ridursi a un mero insieme di formule.
Le idee circolano esclusivamente sotto forma di pettegolezzi o di riflessi condizionati.
La vecchia contrapposizione tra destra e sinistra ha esaurito la propria capacità di chiarire i problemi e di fornire una mappa fedele della realtà. [...]
Gli ideologi di destra e di sinistra, invece di affrontare gli sviluppi politici e sociali che tendono a mettere in discussione le verità rivelate tradizionali, preferiscono scambiarsi reciproche accuse di fascismo e di comunismo, in spregio dell’ovvia constatazione che né il fascismo né il comunismo rappresentano esattamente il futuro. [...]
Frammento da: Christopher Lasch, La ribellione delle élite: il tradimento della democrazia, Feltrinelli, 1995, p. 70



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Giovedì 2 Agosto 2007 a 22:18
demone
La politica ha bisogno delle divisioni ideologiche – anche quando sono solo bandiere logore del passato – perché ogni politico ha bisogno di un nemico, di una causa a cui addebitare i mali del Paese e di un raffronto con cui confrontarsi.
Venerdì 3 Agosto 2007 a 9:33
filosoffessa
Questo succede quando il dibattito pubblico degenera in propaganda.
Non è sempre così. Né è detto che debba restare così.
Anche se in questo momento storico, purtroppo, lo sentiamo molto acutamente.
Venerdì 3 Agosto 2007 a 22:06
demone
Personalemente credo che le eccezioni a quella regola siano state negli anni veramente poche. Anzi così su due piedi non ne saprei indicare nessuna. Ma non è un male interno alla sola politica, perché chi ha tentato (e tenta) la via della semplice propaganda demagogica alla fine strappa sempre consensi.
Evidentemente c’è ancora una grande parte di noi tutti che piuttosto che tentare di capire la sostanza delle cose preferisce sentirsi dire le cose che più fanno comodo in quel momento. E questo a destra come a sinistra.
Sabato 4 Agosto 2007 a 11:36
la Legionaria
Siamo alla frutta. La cosiddetta Civiltà Occidentale è alla frutta. Ed è un dannato deja vu perchè di declini e cadute se ne sono visti parecchi sotto questo sole… Quel che mi fa più paura sono le condizioni da rianimazione della nostra democrazia…
AAGH! Ho ancora bisogno di ferie. Fuggo.
Sabato 4 Agosto 2007 a 12:00
filosoffessa
Due esempi dalla nostra storia recente, caro demone, i primi che mi vengono: la Costituente e la lotta al terrorismo negli anni 70.
Per il resto concordo: affidarsi agli slogan è più comodo, più facile, quindi quasi sempre “vincente”.
Ma, alla lunga, lo si paga tutti.
Ecco perché mi interessa capire, cara Legionaria, se prima di arrivare alla macedonia ammuffita c’è qualcosa che si può ancora fare.