La tosse non molla.
Mi lascio sopravvivere.
Quando vorrei solo raggomitolarmi dentro le carezze.
Sentirmi dire “Ho bisogno di te: continua a lottare”.
Filosoffessa
un (altro) blog di cui non si sentiva la mancanza
Mercoledì 15 Agosto 2007 in Chi lo sa
La tosse non molla.
Mi lascio sopravvivere.
Quando vorrei solo raggomitolarmi dentro le carezze.
Sentirmi dire “Ho bisogno di te: continua a lottare”.

9 comments
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Mercoledì 15 Agosto 2007 a 15:45
AnniKa
Continua a lottare, Laura. Non mollare mai. :*
Mercoledì 15 Agosto 2007 a 22:41
demone
Giorni un po’ più pesanti di altri capitano, ma se ti guardi intorno sono certo che troverai molte persone che hanno bisogno di te e della tua vicinanza.
Continua a lottare.
Giovedì 16 Agosto 2007 a 12:33
f
SUL TETTO DEL MONDO
Con la mia Ferrari arrivo fino in fondo al reparto: la sala d’attesa s’apre su un terrazzo d’angolo, tutto di vetro.
Dall’alto della torre di luci guardo la notte e per un attimo infinito, prezioso, mi sento totalmente felice.
30/01/2007
Le tue parole lo dicono.
Ogni attimo ti appartiene.
Ogni giorno, ogni istante,
per te,
con te.
Giovedì 16 Agosto 2007 a 18:30
elrond
Coraggio!
Sabato 18 Agosto 2007 a 9:54
filosoffessa
Che dire, a tutti voi?
Le vostre parole sono l’acqua che fa “bene al cuore, come un dono”.
Domenica 19 Agosto 2007 a 11:31
EBass
Spero tu stia meglio ora.
In fatto di lotta, non mi sembri una persona che cede facile.
Un abbraccio.
Domenica 19 Agosto 2007 a 15:39
filosoffessa
No, purtroppo non sto afffatto meglio.
Sî, non sono una che cede facile.
Ma sono veramente stanca.
Spero in tempi migliori.
Un abbraccio anche a te, EBass.
Lunedì 20 Agosto 2007 a 11:24
Excalibur
Cara collega mi spiace sentire la tristezza e l’affanno che serpeggiano nei tuoi ultimi post, tutti noi che ti leggiamo ti stiamo vicini e ti sosteniamo. Forza!
Lunedì 20 Agosto 2007 a 15:16
filosoffessa
Cara collega, quando leggo le notizie dal mondo sento che le mie tristezze sono davvero una piccola cosa. Ma, chissà perché, questo non mi consola. Non ho mai creduto nel “mal comune, mezzo gaudio”.
Invece credo nelle vostre parole di conforto: le sento profondamente sincere.
Grazie. Davvero.