sono sola. cammino lungo il naviglio. il mago del pedale è già in fuga da ore.
sento un’urgenza di parole attraversarmi le dita, ma non è ancora poesia.
ieri notte, tra le mura di bergamo, soffiava il vento dell’isola. vento salato, di alghe di mare.
stamattina, l’acqua del canale ha l’odore del porto nei primi temporali di settembre.
ed io mi sento esposta, con le valve aperte.
respiro la pioggia che s’avvicina.
ascolto il mio corpo ribellarsi al dolore, arrendersi al presente.
restare, semplicemente, dov’è.

infine ecco la pioggia
io non chiedo più nulla
non penso non sono
che acqua che cade dal cielo
fumo che sale dal sigaro
grigio nel grigio
turbine come di schiuma
e silenzio
crepitio di foglie bagnate
amore