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Altro che stelle abbiamo visto, ieri sera.
Altro che sdraiarci sulla spiaggia.
E oggi una giornata tutta nuova, appena lavata.
Come piace a me.

Linate.
Sul tetto del parcheggio multipiano il vento mi porta verso le montagne.
Provo a raggiungerle. In tangenziale, sempre avanti a me.
Dietro, la strada.
Dentro, la musica.

What I want
What I really want is
Just to live my life on high.
And I know
I know you want the same
I can see it in your eyes.

Soundtrack: Rem, I’ve Been High

Qui la Via Lattea si vede, nonostante la luce dei lampioni.
Ne parlavamo, sdraiati sull’argine del fiume, una sera dei mondiali.
Dicevamo è un peccato che da noi lo smog oscuri anche le stelle.

Mi rendo conto che è passato troppo tempo, quando devo richiamare il tuo nome dalla rubrica.

Ti ho sognato. Di nuovo.
Mi sveglio e ti accarezzo il viso.
Poi ti guardo sorridere, ti ascolto parlare, dentro la mia testa.
Felicità dolorosa di pensarti.
Perché sei tu – sempre tu – la meta irraggiungibile.
Perché sei tu – sempre tu – la distanza annullata ma incolmabile.
Invoco le tue dita sulle guance, come pioggia d’agosto.

Perché questo post mi mette i brividi?
Forse perché descrive esattamente una sensazione che provo? O un sentimento?
Domande retoriche.