Ti ho sognato. Di nuovo.
Mi sveglio e ti accarezzo il viso.
Poi ti guardo sorridere, ti ascolto parlare, dentro la mia testa.
Felicità dolorosa di pensarti.
Perché sei tu – sempre tu – la meta irraggiungibile.
Perché sei tu – sempre tu – la distanza annullata ma incolmabile.
Invoco le tue dita sulle guance, come pioggia d’agosto.