Non volevo. Io sulla Fallaci non ho davvero niente da dire. Ho letto qualche suo libro (prima del delirio anti-islamico) e non mi è piaciuto. Da bibliotecaria so che è stata, nel bene e nel male, tra i protagonisti della scena letteraria italiana del dopoguerra. Della donna Oriana non so nulla. Forse questa sarà un’occasione per saperne di più, ma per il momento non posso che confessare la mia ignoranza.

Eppure mi ci tirano. Perché al bar mi viene la pelle d’oca ascoltando i discorsi degli avventori (e della barista). Perché al bar non interessa a nessuno capire, argomentare, conoscere. Si parla per slogan. (Scoperta dell’acqua calda, certo.)

Ma allora mi chiedo come si fa? E’ possibile far crescere la coscienza di una nazione?

Quanti sono gli elettori da bar? Dove ci porteranno?

Leggo Massimo Fini citato da Brodoprimordiale:

“Fra cinquant’anni libri come La forza della ragione verranno guardati con lo stesso orrore con cui oggi si guarda il Mein Kampf e ci si chiederà come sia stato possibile.”

Ne siamo proprio sicuri?