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A Piegiorgio Welby.

One note from One Bird
Is better than a Million Word –
A scabbard has – but one sword

Una singola nota da Un singolo Uccello
È meglio di un Milione di Parole –
Un fodero ha – solo una spada

Emily Dickinson, J – / F 1478 (1878)

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Il 31 dicembre 2006 decadono i diritti di sfruttamento economico delle opere di Luigi Pirandello e Grazia Deledda, a settant’anni dalla morte dei due scrittori.

Ovviamente la SIAE cerca di correre ai ripari. E il Partito Pirata italiano di contrastarla, mettendone immediatamente on-line i testi e promuovendo, tra l’altro, una raccolta di firme.

Io, però, concordo con Giulio F., un commentatore dell’iniziativa.

Per gli e-books liberi da copyright c’è già il progetto Manuzio: meglio concentrare gli sforzi su quello.

Aspettami
Come oggi aspetta domani, aspettami
E come semi i tuoi giorni, piantali
E quando torno vedrai che fiori
Salutami
Anche se non mi vedrai, salutami
Se il vento passa di sera, diglielo
Se lo farai non sarò mai sola
E parlami
Dentro il silenzio del cuore, ascoltami
E sentirai che ti dico “aspettami”
E tornerò e chiuderò la rima

Bruno Tognolini, da Rima rimani, Salani e Rai-Eri, 2002

Questo intervento di Jiguki, originato dal mio post sul bullismo, mi piace davvero. Merita un nuovo post.

Jiguki: https://filosoffessa.wordpress.com/2006/11/23/un-due-tre-la-colpa-la-do-a-te#comment-89

Laura: https://filosoffessa.wordpress.com/2006/11/23/un-due-tre-la-colpa-la-do-a-te#comment-90

Jiguki: https://filosoffessa.wordpress.com/2006/11/23/un-due-tre-la-colpa-la-do-a-te#comment-92

Laura: Ho molto apprezzato la parte sulle paure dei genitori e, ancor di più, quella sulla scuola. Avrei però una domanda ulteriore (giusto per metterti la pulce nell’orecchio). Quando parli di <<far scoprire i reciproci mondi alle due generazioni>> come pensi che si possa fare, all’atto pratico?
Ti ringrazio se vorrai continuare il discorso qui. A presto.

Santa Lucia. Mi sveglio presto.
Guido per le strade dritte della pianura. Dall’altra parte una fila ininterrotta di macchine. Dalla mia, la campagna aperta, con il sole che sorge. Mette una punta di rosso dentro il velo di nebbia, sopra i campi. Spuntano le cime nere degli alberi. Oltre, il bianco del cielo, nella ragnatela di nuvole. Lontano, l’azzurro delle montagne.
C’è una felicità segreta in questo viaggio, piccola ma compiuta, come quando si riceve un regalo inatteso.
Sta nella strada che si distende, libera, davanti a me. Nei pensieri che si srotolano allo stesso ritmo del motore. Nel verde dei prati, che indovino tra la brina. Nelle cascine che avvicino, come fantasmi nella nebbia. Nell’aspettativa di un incontro, quasi a portata di mano ormai.
Nel pregustare il bene che verrà.

Se fuori la pioggia impregna i boschi e le colline, scrosciando con il crepitio del fuoco, dentro le scintille sfuggono dai ciocchi come gocce dal cielo.
Prima: il grande fiume grigio, nuvole grigie, alberi grigi, grigi banchi di sabbia, ma di cento grigiori differenti. E lame di luce del tramonto nell’intrico di rami senza foglie.
Ora: musica. Parole. Pigro rosolare del legno nel camino. La pendola batte le ore. Il tempo puoi sentirlo scorrere, come la corrente grigia del grande fiume grigio, che si porta via la fine del mio sigaro.

Scritto davanti al camino di una casa nei boschi di Tizzano Val Parma, dopo una gita sul Po, venerdì 8 dicembre 2006

Dedico questa poesia alla mia collega Elena. Sperando che sia di buon auspicio per una prossima scadenza importante.

Poiché tentare non nuoce

Non aspettare che ci sia sereno / o cada una tiepida pioggia / o l’orchestra dei fiori / incominci a suonare / o i già muti pesci / tacciano ancora di più. // Fà che ti basti che cominci il giorno / e che sia fatto chiaro / come pagina bianca / voltata dopo / la nera. // Allora tieni la faccia / più alta che si può / e tenta // poiché tentare non nuoce.

Roberto Piumini, da Quieto patato, Nuove edizioni romane, 1983

Un abbraccio.

Si parlava proprio ieri del prestito a pagamento nelle biblioteche pubbliche. Quello che non avevo specificato, nel commento, è che la recente finanziaria, in recepimento della direttiva 92/100/CEE, prevede la remunerazione del prestito eseguito dalle biblioteche e discoteche dello Stato e degli enti locali.

Oggi, sulla mailing-list dei bibliotecari italiani, Dario D’Alessandro ci racconta quanto spende lo Stato per questo scherzetto.

Ecco il suo messaggio:

Date:    Wed, 6 Dec 2006 09:32:07 +0100
From:    Dario D’Alessandro
Subject: Prestito a pagamento

— Fondo per il diritto di prestito pubblico ovvero Il costo del prestito dei libri

 Se a qualcuno dovesse essere sfuggito quanto costa allo Stato (e quindi
quanto incide indirettamente in negativo sul bilancio del MiBAC) il recepimento della Direttiva 92/100/CEE sul prestito a pagamento, vorrei
riportare il testo dell’art. 2, comma 132, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, così come convertito, con modificazioni, dalla L. 24 novembre 2006, n. 286.

Mi fermo qui. Buona lettura.

 “132. In recepimento della direttiva 92/100/CEE del Consiglio, del 19 novembre 1992, al fine di assicurare la remunerazione del prestito eseguito dalle biblioteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici, e’ autorizzata la spesa annua di 250.000 euro per l’anno 2006, di 2,2 milioni di euro per l’anno 2007 e di 3 milioni di euro a decorrere dall’anno 2008 per l’istituzione presso il Ministero per i beni e le attivita’ culturali del Fondo per il diritto di prestito pubblico. Il Fondo e’ ripartito dalla Societa’ italiana degli autori ed editori (SIAE) tra gli aventi diritto (omissis). Per l’attivita’ di ripartizione spetta alla SIAE una provvigione, da determinare con decreto del Ministro per i beni e le attivita’ culturali, a valere sulle risorse del Fondo. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano ai prestiti presso tutte le biblioteche e discoteche di Stato e degli enti pubblici, ad eccezione di quelli eseguiti dalle biblioteche universitarie e da istituti e scuole di ogni ordine e grado, che sono esentati dalla remunerazione dei prestiti.
All’articolo 69, comma 1, alinea, della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, le parole: «, al quale non e’ dovuta alcuna
remunerazione» sono soppresse
.”

Un caro saluto a tutti.  Dario D’Alessandro

[Il grassetto nel testo è mio.]

Ora, è vero che questa norma impedisce all’Italia di incorrere nelle sanzioni previste dal mancato recepimento della direttiva, ma è anche vero che altre nazioni hanno evitato di venire sanzionate portando alla Corte Europea controdeduzioni a favore della gratuità del prestito pubblico.

L’Italia non l’ha fatto. Anzi, ha eliminato la frase “scomoda”. E ha previsto lo stanziamento di un bel po’ di soldi. A chi andranno secondo voi?