Si parlava proprio ieri del prestito a pagamento nelle biblioteche pubbliche. Quello che non avevo specificato, nel commento, è che la recente finanziaria, in recepimento della direttiva 92/100/CEE, prevede la remunerazione del prestito eseguito dalle biblioteche e discoteche dello Stato e degli enti locali.

Oggi, sulla mailing-list dei bibliotecari italiani, Dario D’Alessandro ci racconta quanto spende lo Stato per questo scherzetto.

Ecco il suo messaggio:

Date:    Wed, 6 Dec 2006 09:32:07 +0100
From:    Dario D’Alessandro
Subject: Prestito a pagamento

— Fondo per il diritto di prestito pubblico ovvero Il costo del prestito dei libri

 Se a qualcuno dovesse essere sfuggito quanto costa allo Stato (e quindi
quanto incide indirettamente in negativo sul bilancio del MiBAC) il recepimento della Direttiva 92/100/CEE sul prestito a pagamento, vorrei
riportare il testo dell’art. 2, comma 132, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, così come convertito, con modificazioni, dalla L. 24 novembre 2006, n. 286.

Mi fermo qui. Buona lettura.

 “132. In recepimento della direttiva 92/100/CEE del Consiglio, del 19 novembre 1992, al fine di assicurare la remunerazione del prestito eseguito dalle biblioteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici, e’ autorizzata la spesa annua di 250.000 euro per l’anno 2006, di 2,2 milioni di euro per l’anno 2007 e di 3 milioni di euro a decorrere dall’anno 2008 per l’istituzione presso il Ministero per i beni e le attivita’ culturali del Fondo per il diritto di prestito pubblico. Il Fondo e’ ripartito dalla Societa’ italiana degli autori ed editori (SIAE) tra gli aventi diritto (omissis). Per l’attivita’ di ripartizione spetta alla SIAE una provvigione, da determinare con decreto del Ministro per i beni e le attivita’ culturali, a valere sulle risorse del Fondo. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano ai prestiti presso tutte le biblioteche e discoteche di Stato e degli enti pubblici, ad eccezione di quelli eseguiti dalle biblioteche universitarie e da istituti e scuole di ogni ordine e grado, che sono esentati dalla remunerazione dei prestiti.
All’articolo 69, comma 1, alinea, della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, le parole: «, al quale non e’ dovuta alcuna
remunerazione» sono soppresse
.”

Un caro saluto a tutti.  Dario D’Alessandro

[Il grassetto nel testo è mio.]

Ora, è vero che questa norma impedisce all’Italia di incorrere nelle sanzioni previste dal mancato recepimento della direttiva, ma è anche vero che altre nazioni hanno evitato di venire sanzionate portando alla Corte Europea controdeduzioni a favore della gratuità del prestito pubblico.

L’Italia non l’ha fatto. Anzi, ha eliminato la frase “scomoda”. E ha previsto lo stanziamento di un bel po’ di soldi. A chi andranno secondo voi?