Con la luna di fronte e il sole alle spalle me ne vado nel mattino trasparente, verso il lavoro.

Tra le mura del palazzo antico tornerò, spesso, alla finestra, a bermi il cielo.

Sarò distratta, lontana, dentro al suono della tua voce nella cuffia.
Intenta ad ascoltare: non importa quali sillabe, ma una musica che parla di affetti e di legami.

Sarò altrove, impigliata nella rete dei ricordi o più avanti, lanciata ad inventarmi l’avvenire.

Sarò a domani, a un’altra estate, a come tutto si tiene stretto in una sola dimensione che è il presente e non è fatta per durare, ma solo per fluire senza sosta, in modo che possiamo dirci vivi.