ridevamo

(tuo padre
t’accompagnava a scuola col grembiale
con gli stivali sporchi
del sangue di maiale)

che potevamo noi sapere
delle rane
della sera
che si riempie di campane

immaginare il sole
che s’affonda dentro il grano
l’insetto racchiuso
nel palmo della mano

le corse a braccia aperte
per farti più potente
e il cielo tutto vuoto
che non gli manca

niente

28 e 29.5.2002 – 17.2.2007

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