A mio marito

Tu hai il privilegio, o la sfortuna, di convivere con la mia parte più segreta: quella fragile, bisognosa di cure, sempre incerta, che naviga a vista.
La parte che, spesso, cerco di nascondere perfino a me stessa: quella che non crede nel proprio valore. Una bambina sola: perfettamente a suo agio sulla terra, ma incapace di stare con i propri simili.

L’ho consegnata nelle tue mani, perché tu soltanto hai avuto il rispetto, la pazienza, la dolcezza di custodirla.
E di prendere anche lei, insieme a tutto il bene.

Ti sembra che con altri sia più facile.
Lo è. Loro non devono fare i conti con la parte che solo tu comprendi, che rendi sacra e speciale con il dono della condivisione. Con le tue infinite carezze.

E questa, che ho imparato con te, è l’unica definizione di amore che conosco.

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