Ad un Amico che è un artista
e fa finta di non saperlo

Non sono migliore di te
perché leggo nei libri
Forse il pensiero è più netto
e scalfisce
come un punteruolo
Ma qualche volta
si lacera pure la carne
col marmo
Allora il dolore che ci unisce
e fa la mia distanza
più lontana della tua
descrive esattamente
le nostre adeguatezze
per la vita
no – l’adeguatezza
della vita a noi –
Io non sono certo
il genio che s’involge
in volute di fumo
sgusciando dalla bottiglia
E non indovino
i segni del futuro
nel volo degli uccelli
Ognuno ha la sua arte
Io le mie parole
Tu le tue pietre
Le incastoniamo le una con le altre
cercando il mosaico
che dia senso all’apparire
che disponga le persone
insieme – e le strade –
che s’incrocino
nelle linee della mano.

giugno 1992

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