Che cosa sta avvelenando con precisione scientifica il mio cuore?

Perché i giorni dell’attesa non portano la felicità segreta che ha il respiro sospeso delle nuvole?

Perché quanto più s’avvicina il nostro incontro reale, tanto più quelli del sogno si fanno incalzanti e così carichi d’angoscia?

Le tue dita sul mio viso mi svegliano di scatto.
Mi ritrovo col fiato corto, come se qualcosa m’avesse bruciata.

La vita continua a scorrermi accanto.
Ascolto il suo rombo prepotente, ma non riesco ad afferrarla.

Chiudo gli occhi, inspiro forte e mi ripeto: “passerà”.

Passerà.

Devo berlo fino in fondo questo calice di dubbi.

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