Che tu sia veramente lì,
di questo mi devo
render conto,
dietro le lettere d’oro
alte centimetri tot
– minuta precisione
del marmista –

(Che sia volato un anno
e ritorni, mesto,
un compleanno pieno di vento,
giacché tu…)

Eh, sì, perché devo
passeggiare ancora lungo i viali,
respirare l’odore
d’un mese affaticato dalle piogge;
perché devo capire com’è
che il giorno prima c’eri,
che me ne sono andata al mare
camminando e parlando di te.

Perché devo
ritornare e vedere
e pensare, finalmente:
ho vissuto, ma valeva
tanto struggimento?

Che tu sia veramente lì,
di questo mi devo
render conto,
perché è così – tu lo sai –
la risposta ce l’ho
dentro,
ma mi piace cercare:
sperare che da nuove altezze
ora mi guardi.

29.4.1996

Undici anni dopo ne sono certa.