Faccio parte di quel 10% di heavy users di Internet (solo il 3% degli italiani) che, oltre a connettersi tutti i giorni, fa acquisti di libri, CD e DVD direttamente dal web.

Rientro, inoltre, nella sfera degli eclettici (14% degli italiani), vale a dire coloro che usano la rete in maniera attiva: impiegando gli strumenti del cosiddetto web 2.0, partecipando a comunità digitali, creando spazi web personali…

A quanto sembra, non si tratta, per la rimanente percentuale di popolazione italiana, di colmare un divario digitale, ma, piuttosto, un divario culturale.

Infatti, tolto quel “trascurabile” 52% di chi non accede affatto ad Internet (i TV people), della restante fetta la porzione più generosa (i cosiddetti technofan) si limita ad utilizzare le nuove tecnologie in modo passivo: guardando la TV attraverso il PC anziché seduti sul divano, o, al limite, servendosi degli strumenti web per comunicare con amici e parenti.

E la faccenda più triste è che, pare, questo divario sia destinato ad aumentare.

I figli di un’eclettica come me hanno solo il 40% di possibilità di diventare a loro volta degli eclettici. Nella maggioranza dei casi “scivoleranno” tra i technofan o, addirittura, tra i TV people.

Insomma, siamo qui. A comunicare, a scrivere. A scambiarci delle idee.

Ma, in realtà, ce la stiamo raccontando tra di noi.

[Fonti: Html.it: WebNews, Punto Informatico, Osservatorio permanente sui contenuti digitali]