Ad ogni svolta della strada è Toscana, Liguria, Toscana.

Mura medievali e castelli. In fondo all’orizzonte lo specchio del mare.

Pranziamo in un ristorante appollaiato sulla roccia. Pochi, rari, avventori.
Dalle finestre la brezza che spira nella valle.
Beviamo un rosso onesto dei colli.
Poi ci avventuriamo, nel caldo del pomeriggio, verso le spiagge.

Siedo all’ombra delle piante, in vista degli scogli. Ho quasi freddo.
La piccola unghia di sabbia è già gremita come fosse agosto.

Accanto a me cuccioli d’uomo un po’ cresciuti, ancora implumi, fumano a ripetizione.

Mi fanno pensare a ieri sera, alla mia brace accesa sul limitare della vigna.
Ai filari, ombre più scure nel buio, teatro d’una danza di lucciole come non ne vedevo da anni.

La campagna tutta vestita a festa.
Il concerto dei rospi.
Gli uccelli notturni a fare eco.

E vette aguzze di montagne su cui si impigliano le stelle.