Il ronzare di una mosca.

La tenda traforata che stava davanti alla porta, per tenerle lontane.
Il rumore degli anelli che scorrevano sul bastone di ferro quando si entrava.

La cucina scura e fresca, dopo il bagno di sole nel cortile.

Il rumore delle stoviglie pesanti di ceramica, come nelle trattorie d’un tempo.
La bocca spalancata del camino, che profumava sempre un po’ di cenere.
La pendola che scandiva i secondi.
La tela cerata sul tavolo di marmo.

Le meraviglie che scoprivo ogni giorno, stipate nel sottoscala.