Il foehn sta pettinando la mia campagna superstite, le mie erbe secche.

Lo guardo disegnare mulinelli nella polvere del cantiere.

E penso a cose ovvie, scrivo cose ovvie: abbiamo bisogno d’alberi, d’ombra, d’acqua che corre per rinfrescare l’estate.

(Era così, vent’anni fa, filari verdi lungo i fossi colmi fino all’orlo.)

Invece costruiamo nuovi muri di cemento e li riempiamo con l’aria condizionata.