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Così titola Le Figaro.fr in un articolo di attualità economica di oggi.

L’originale è, ovviamente, in francese. Traduco liberamente qualche passo.

“Ieri la Commissione europea ha annunciato che potrebbe aprire un’inchiesta sul fantastico patrimonio immobiliare della Chiesa italiana, che beneficia di privilegi fiscali (…) assimilabili a sovvenzioni di Stato, considerati quindi illegali.
(…) a Roma la Chiesa detiene quasi un quarto del patrimonio immobiliare (…)
Il quotidiano La Stampa calcola che il mancato introito del Comune di Roma sia di circa 20 milioni di euro (…)”

Vi ricordate che Romano Prodi aveva chiesto alla Chiesa di dichiarare peccato l’evasione fiscale?

Adesso posso farmi due risate?

[Via Italieni.it newsletter

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http://filosoffessa.tumblr.com/post/10039374

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http://filosoffessa.tumblr.com/post/9918587

Se mi guardassi
da distanza
ravvicinata
sarei come i randagi
cui la mia mano
offerse pane
come i randagi
occhi
affamati di pane
e di parole

E non mi stimerei
di meno

16.12.2000 

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http://filosoffessa.tumblr.com/post/9751656

La faccenda della pubblicità indesiderata mi ha seccato, quindi, per il momento, mi trasferisco su Tumblr.

Ovviamente lo strumento è diverso: non un blog in senso stretto, ma un “aggregato” di fonti.

Perciò, d’ora in avanti, quando ascolterò musica su Last.fm [1], aggiungerò un link a del.icio.us, condividerò un post con GoogleReader [2], questi contenuti appariranno immediatamente sotto forma di collegamenti (a volte accompagnati da una breve descrizione) in filosoffessa.tumblr.com.

Quando, invece, scriverò un post vero e proprio, di mio pugno, comparirà su Tumblr sotto forma di articolo commentabile e qui su WordPress come link a Tumblr.

La rubrica Disaggregati prosegue su Tumblr. I post relativi saranno intitolati: [Disaggregati] Titolo dell’articolo. [3]

Dal prossimo post chiuderò i commenti su WordPress.

Ci vediamo di là?

PS. Il feed della nuova casa (che, come ho spiegato, raccoglie tutte le alcune mie “condivisioni“) è: http://feeds.feedburner.com/tumblr/filosoffessa. Ci si può anche iscrivere via e-mail.

[1] Spostata in un link nella colonna di destra del tumblelog.

[2] Spostati nell’apposito box della colonna di destra del tumblelog.

[3] Aggiornamento del 7 dicembre 2007: La rubrica Disaggregati chiude perché il tumblelog è già di per sé un aggregato di fonti diverse.
I post segnalati nell’aggregatore compaiono nell’apposito box della colonna di destra, i disaggregati come post sotto forma di link.

WordPress.com ha un ottimo servizio di protezione contro lo spam, ma poi “spara” spam nei nostri blog, a nostra insaputa.

Tutto è cominciato dalla lettura di un post di Tasti.

Mi è venuta la curiosità di provare se anche Filosoffessa contenesse pubblicità di cui non ero consapevole.

Ecco il risultato, da una ricerca su Google con “orgoglio pedofilo bufala”:

Pubblicità occulta sul mio blog [immagine .jpg – ingranditela alle dimensioni reali e fatevi due risate]

Secondo i Terms Of Service di WordPress io non sono autorizzata ad inserire AdSense di Google o altri aggeggi simili in Filosoffessa.

Evidentemente loro sì. Come si spiega nelle FAQ, ma, ancor meglio, nel blog.

Non discuto più di tanto sulla scelta: in fondo io non pago nulla, quindi non sono di principio contraria a lasciargli mettere un po’ di pubblicità sul mio sito.

Il fatto è che non ne sapevo nulla. E credo di essere in buona compagnia.

Peccato. Uno degli aspetti che apprezzo di più di WP è la mancanza di pubblicità. (Ora dovrei dire: apparente mancanza…)

Un accenno di tutta la faccenda nei Terms Of Service mi sarebbe sembrato quanto meno opportuno.

Riascoltata oggi.
Molto appropriata.

Jenny Owen Youngs, Fuck Was I (testo)

Grazie a EBass.

(…)

E’ incredibile ch’io ti cerchi in questo
o in altro luogo della terra dove
è molto se possiamo riconoscerci.
Ma è ancora un’età, la mia,
che s’aspetta dagli altri
quello che è in noi oppure non esiste.

(…)

Frammento da Mario Luzi, Aprile-Amore (testo completo, testo letto da Luzi)

Nuova pagina per il blog.

Oggi una segnalazione che mi sta molto a cuore, perché tocca i temi della comunicazione e della democrazia.

Per chi volesse abbonarsi a Disaggregati, qui c’è il feed.

La tosse non molla.

Mi lascio sopravvivere.

Quando vorrei solo raggomitolarmi dentro le carezze.

Sentirmi dire “Ho bisogno di te: continua a lottare”.

E’ come se l’amore che ho per te si fosse seduto ad aspettarti.

E tu sei giunto, infine, ma non in modo da chiudere il cerchio.
Così continuo a girare su me stessa, senza andare molto lontano.

Per questo sento il bisogno di quel viaggio.
Uno stratagemma per fare i conti col passato, con le mie paure, per riuscire a guardarti da un nuovo punto di vista.

Da quando abbiamo ripreso a vederci non rimpiango un solo istante.
Mi hai restituito tutto quello che mancava.
Ma non basta.

Perché è come se il mio cuore fosse fermo e non riuscisse a liberarsi.

Bisogna andare oltre.
E’ tempo. Lo so.
Quanto so che per vivere occorre mettere un respiro in fila all’altro.

Non lasciarmi sola in questo tentativo.
Aiutami a trovarlo.

Lo sai cosa penso
E dimmi, tu hai
Lo stesso pensiero
Così forte,
O non puoi?
(…)

Frammento da Cristina Donà, Invisibile

Nei pub tedeschi, dopo essersi fatti qualche birra, che, com’è noto, è particolarmente diuretica, si può giocare a un videogioco di auto controllato dal flusso di urina.

Se si perde il controllo (della pipì come dell’auto) il gioco si conclude con un video che invita a non mettersi al volante, perché troppo ubriachi.
Geniale il messaggio di chiusura: “Too pissed to drive? Take a Taxi instead.”

Non perdetevi la presentazione del PISS-SCREEN, che fa molto news di Ferragosto.

Unico neo: per le signorine come la mettiamo?

[Via VisionPost]

Nel mio letto, il respiro di mio marito, io insonne, ascolto la pioggia scrosciare sopra i tetti, sopra i balconi, sulla plastica del ballatoio, sull’erba che si è fatta paglia, nel giardino.

La ascolto riempire le gronde, ingrossarsi in fiumi dentro i tombini, sparire come in un vortice e tornare, a raffiche, col vento.

Ascolto la tosse uscirmi dal petto, il respiro cercare un suo ritmo nella trama dei bronchi.

Ascolto i pensieri incagliarsi sempre nello stesso punto, chiedermi se ci sono parole per spiegarti, rispondermi che non ci sono, che le ho già usate tutte.
Che non c’è nulla che io possa dire per convincerti. Soprattutto, che convincerti non è la soluzione.

Perché ciò che vorrei da te è semplicemente un desiderio, puro e forte quanto il mio.
Ma un desiderio dev’esserci, deve esistere di suo, non si può né costruire, né pretendere.

Allora rileggo mentalmente una poesia, sento salire una musica, sento il sonno che viene a prendermi, in punta di piedi, tra un colpo di tosse e l’altro, in quest’estate che sta già per finire.  

Pioggia d’estate cade dentro di me
acini d’uva si schiacciano contro i miei vetri
gli occhi delle mie foglie sono abbagliati

pioggia d’estate cade dentro di me
piccioni d’argento volano dai miei tetti
la mia terra corre coi piedi nudi

(…)

pioggia d’estate cade dentro di me
senza rinfrescare la mia tristezza

(…)

il peso dell’afa è rimasto dov’era
al termine delle grosse rotaie
arrugginite.

Frammento da Nazim Hikmet, Pioggia d’estate

Soundtrack: Mogwai, Cody

Blog e social network, anziché aumentare il pluralismo e il contraddittorio, porterebbero l’individuo a chiudersi “nel guscio dei suoi interessi attuali, senza esporlo mai ad altre informazioni e ad altri punti di vista”.

E’ la tesi di un saggio di Cass Sunstein, intitolato Republic.com 2.0, di cui parla diffusamente Franco Carlini su VisionPost di sabato scorso.

Che abbia ragione Elton John? 😉

L’esecutivo non riesce ad impostare una politica seria contro l’evasione fiscale?
Niente paura. Romano Prodi ha pronta la soluzione.

Basta chiedere alla Chiesa il favore di dichiararla peccato e il gioco è fatto.

Astutamente il premier non rivela quanti Pater Ave Gloria siano necessari per ripulirsi la coscienza.
Forse teme problemi d’ordine pubblico nelle code ai confessionali.

[Fonte: EL PAIS.com di ieri e oggi – via Italieni.it newsletter]

La condizione di crescente “insularità” delle élite significa, tra l’altro, che le ideologie politiche tendono a perdere i contatti con la realtà.
Dal momento che il dibattito politico è limitato, nella maggior parte dei casi, a quelle che sono state acutamente definite le “classi parlanti”, esso tende a crescere su se stesso, a ridursi a un mero insieme di formule.
Le idee circolano esclusivamente sotto forma di pettegolezzi o di riflessi condizionati.
La vecchia contrapposizione tra destra e sinistra ha esaurito la propria capacità di chiarire i problemi e di fornire una mappa fedele della realtà. […]
Gli ideologi di destra e di sinistra, invece di affrontare gli sviluppi politici e sociali che tendono a mettere in discussione le verità rivelate tradizionali, preferiscono scambiarsi reciproche accuse di fascismo e di comunismo, in spregio dell’ovvia constatazione che né il fascismo né il comunismo rappresentano esattamente il futuro. […]

Frammento da: Christopher Lasch, La ribellione delle élite: il tradimento della democrazia, Feltrinelli, 1995, p. 70