La prima volta che sono salita sull’autoscontro avevo tredici anni.
Ero con un compagno di classe più basso di me (cosa non facile), strabico, gran bestemmiatore. Fumava una sigaretta dopo l’altra e teneva il pacchetto nella manica arrotolata della t-shirt.
Un vero boss di periferia. Un bulletto di pessimo gusto, come tanti.
A parte le bestemmie, lo adoravo.

Portava l’automobilina come un pazzo, lanciandosi contro gli altri a tutta velocità.
Naturalmente stava mezzo fuori dal sedile, aggrappato all’asta da cui la macchina prende la corrente. Ancora oggi mi chiedo come arrivasse ai pedali.
Quando mi insegnò a guidare fu una vera promozione, per me. In qualche modo ero diventata la donna del boss.

Tutto questo mi ritorna, oggi, mentre passo accanto alle giostre, impedita dai motorini, da selvatici animaletti in t-shirt, con la sigaretta tra i denti.
Noi alla fiera ci andavamo in bicicletta, ma non è cambiato niente. Nell’anno di grazia 2007, alle porte di Milano.

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