Il sole è una palla di fuoco all’orizzonte.
Le mani sul volante, il finestrino aperto, l’aria dorata di settembre al tramonto, gli stop accesi dell’auto che mi precede.

Passa un’ambulanza, ululando. La fila di macchine sbanda leggermente e frena.
Respiro l’odore del granturco maturo ed è come se un’ondata m’investisse.

La stessa malinconia delle prime mattine di scuola. Lo stesso struggimento del ritorno a casa, dopo i compiti e i pomeriggi con gli amici.

Poi, un’angoscia sottilissima, un velo quasi impercettibile, in quella sirena blu che suona all’impazzata.

La stessa che si portò via mio padre. La stessa con cui accompagnai mia madre, lo stomaco chiuso in un pugno, sperando che lei almeno sarebbe tornata.

Ancora due minuti e sarò nello sguardo azzurro di mio marito. Ancora un minuto e questa giornata avrà il suo bene, nella cena, nei gesti tanto usati di chi si conosce a memoria.

Un altro giorno. Domani.

Soundtrack: Tracy Chapman, Be And Be Not Afraid (testo)

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