Il tempo è gelatina in cui mi muovo senza capire dove.

Aspetto.
Aspetto che passi. Aspetto che arrivi.

Che passi l’animale che mi s’è seduto addosso e non se ne vuole andare. Che mi fa essere di nuovo qui, nel mio salotto, il sole dietro i vetri e l’impazienza di sentirmi ancora bene.

Che arrivi una parola buona, un gesto d’affetto, un nuovo posto da scoprire, una canzone da riascoltare all’infinito, un’occasione da non perdere.

Che passi. Che arrivi.
Il presente mi va stretto.

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