Ecco, basta questo.

Il sole che cala sulle valli del Delta. E, se mi volto, una striscia rosa a dividere il grigio del cielo dal grigio del mare.

Bastano l’odore del vento, le grida dei gabbiani, lo scricchiolio dei gusci sotto le suole delle scarpe, i tronchi puliti da infinite maree.

Poi, a notte, la luce della luna sul canale, i tonfi dei pesci e lamenti d’uccelli che non indovino, nascosti dentro il buio. Frusciare tra le canne. Ronzio delle zanzare attorno al sigaro che ho acceso per scacciarle.

Bastano le paludi, le rane che si tuffano al passare, le minuscole pinete, il sole che abbaglia l’acqua, il gusto aspro del vino.

Per sedere al centro del mio essere. Chiudere gli occhi. Sorridere.

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