Pietrasanta, 6 ottobre 2007

L’ora più dolce trascorre seduta sotto alberi dai tronchi possenti, con la luce gialla d’ottobre che declina e filtra tra le foglie in mille rivoli d’oro e accende il tappeto dell’erba di verde.

Un temporale brontola sulla città.
Dal mio angolo di mondo resta invisibile.

Qualcuno ha acceso la legna nel camino.
Il profumo arriva fin qui e più oltre, sotto il portico dove sono stese le olive.

L’ora sospesa trascorre indugiando in un niente tra quello ch’è stato e quello che verrà.

Un niente senza domande e senza risposte, ma tutto nell’attimo in cui il bambù si piega seguendo il muoversi dell’aria; in cui l’insetto ronza intorno alle mie dita che cercano i tasti; in cui il sole raggiunge la sommità delle pannocchie e vi si tuffa dentro.

Me ne andrò, tra poco, mi alzerò.
Percorrerò qualche metro, qualche passo crepitante d’autunno.

Tra poco. Ma non ancora.

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