Marina di Pietrasanta, 7 ottobre 2007

Ho rubato una sedia all’Edy’s Bar.
L’ho portata sulla spiaggia, che non si vede dove finisce, da un capo all’altro, nell’azzurro della costa.

La luce fa specchio sull’acqua.
La brezza porta odore di marina e il rumore delle onde.

Sagome scure sulla battigia.
Rare vele strette, appena oltre la sabbia.

Alle spalle le rocce nude delle Apuane, nell’alto del cielo, con qualche spruzzo di neve.

L’ultimo sigaro dell’estate brucia con entusiasmo, senza spegnersi, come nei nostri incontri.

Riascolto la tua voce nelle le cuffie.
La tua telefonata è stata una sorpresa.

Indovino il tuo sorriso, senza vederti, quando dici “Mi sono tirato la cenere addosso: quello che di solito fai tu.”

E ti taccio la capriola del cuore. Ti taccio il desiderio di abbracciarti.
Non ti chiedo se mi hai letto, se mi leggerai.

Lascio le tue parole planare dentro di me, farsi largo nell’autunno, per condurmi al sole.

Per commentare questo articolo collegati a:

http://filosoffessa.tumblr.com/post/14794831