Così, l’orologio ha percorso di nuovo tutto il quadrante del tempo ed ho un anno di più.

Sotto la pioggia battente di venerdì, in autostrada, poi nelle strade umide di Belluno, ho atteso i tuoi auguri come una schiarita, scrutando le nuvole.

Ed eccoli, finalmente, gioia dolce e struggente nostalgia; desiderati, ma per nulla scontati.

Ecco le azzurre colline venete farsi giallo e porpora nel sole che le accarezza; il cielo accendersi di luce, rotondo, e chiaro, e distante.

Nella mattina che s’apre, rigogliosa di campane, un altro incontro si prepara, inaspettato, improvviso, come le migliori sorprese che la vita riserva.

Un incontro che prende il sapore del mare, il colore suo sorriso, la confidenza di un abbraccio.

Anche questo nel mio giro di giostra, con le stesse domande di sempre, ancora senza risposte, ma con più ricchezza nel cuore.

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