Oggi è un nuovo giorno, sgusciato dalla bruma del mattino.
Abbiamo lasciato aperte le persiane per far entrare l’alba.
La luce è come miele spalmato contro i vetri.

Andiamo in cerca del Po che la rugiada è ancora alta.
Stradine tutte curve in cui s’incrociano trattori.
Infine il grande fiume, aperto, scintillante, il silenzio ronzante della campagna vicina al mezzogiorno.

L’argine fangoso continua per chilometri.
Sulla sinistra i boschetti ordinati, coi tronchi d’argento; i campi dalla terra nera, grassa, rivoltata; le stoppie pungenti del granturco. Le foglie che ci nevicano in testa ad ogni soffio di vento.
A destra il fiume, placido; qualche rado arbusto; il volo elegante degli aironi.

Più tardi ci sediamo sulla riva.
Tengo gli occhi chiusi nell’azzurro e soffio lenta il fumo, mi circondo del suo aroma.
Decine di coccinelle vengono a cercarci. Le guardiamo atterrare e decollare dalla punta di un dito, dal palmo della mano.

Osservo l’ombra allungarsi verso l’acqua, col procedere del giorno.
Presto mi lambirà la testa, le spalle, la schiena.
Intanto indugio in questa sospensione e non mi manca nulla.

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