I nuovi vicini sono gente dell’Est. Non si sa da dove vengono, né, esattamente, quanti sono.

Ne incontro un paio sulle scale: – Buongiorno -, – Buongiorno -.
E mai che mi venga in mente di presentarmi, di dire benvenuti, se avete bisogno di qualcosa io sto al piano di sopra.

Da quando sono diventata così? O lo sono sempre stata?

Io che dò del lei ai venditori senegalesi (a un italiano darei del lei, quindi mi sembra il minimo).
Mi comporto così perché sono stranieri? O lo farei in ogni caso?

Comincio a pensare oddio non pagano l’acqua e se non pagano le spese?
E se lasciano la spazzatura in giro? Se non puliscono la scala? Se s’installano la cassetta della posta bucando il muro condominiale, senza dir niente a nessuno?

Penserei lo stesso se fossero italiani?

Invece sembrano brave persone. Non si sono ancora ambientate, certe cose non le sanno. E poi c’è la difficoltà della lingua.

Sembrano brave persone. Migliori di noi.

Hanno rastrellato tutte le foglie (nessuno gliel’ha chiesto, noialtri non l’avremmo fatto). La scala profuma di pulito.
Sono più silenziosi, più educati, più ordinati dei loro predecessori lombardi.

E mai che mi sia venuto in mente di dire grazie.

Da quando sono diventata così?

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