Mercoledì, a cena, si è festeggiato il compleanno di mia madre.
Si parla con mio fratello di tante cose, tra cui La casta.

Dice che a questa nuova tornata elettorale non voterà. (Come lui ne ho sentiti molti altri, tra amici e conoscenti).

Rispondo che libri come quello, nel modo in cui è stato presentato all’opinione pubblica, divulgato attraverso il passaparola, sventolato sotto il naso degli italiani dai vari demagoghi di destra e di sinistra, fanno più male che bene, perché, alimentando la sfiducia e la convinzione che nessun cambiamento sia possibile, sono estremamente funzionali al mantenimento dello status quo, o, addirittura, all’arroccamento su posizioni ultra conservatrici.

Lo stesso vale per la protesta fine a se stessa di Grillo.
L’appuntamento con le urne è fissato: dove sono i suoi MeetUp? Le sue liste civiche col bollino blu?

Credere di non avere alternative allo squallore che la politica ci sciorina ogni giorno davanti agli occhi, induce a rinunciare ad uno dei nostri diritti più preziosi: quello di voto.

Fare gli agitatori di popolo è poco produttivo.
La democrazia che abbiamo è rappresentativa, non diretta. Qualcuno da eleggere lo dobbiamo scegliere.

Ne abbiamo il diritto e, a parer mio, il dovere.

A questo proposito, segnalo due iniziative di partecipazione politica che ritengo interessanti, sorte giorni addietro nella fetta di web che osservo:
– l’agenda dei cittadini di Luca De Biase (usate il motore di ricerca interno al suo blog inserendo “agenda setting” per rintracciare tutti i post)
– Je la potemo fà (ne scrive dotcoma).

Ditemi cosa ne pensate.

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