Ecco, è la mia anima distesa tra i bit.

Ho cercato di tacere.

Ma poi ho visto il cielo così aperto, ho respirato la luce.

Pensato che siamo vivi. E finché siamo vivi all’infinito bene che possiamo farci.

Le parole bruciano come lava. Eppure scrivo dell’amore.

Dopo nove anni ho ripreso a raccogliere poesie. Queste sono illegittime.

Ma forse un giorno le conoscerai.

Intanto eccomi. Sono qui.

Questa è la mia anima distesa tra i bit.

Ne faccio dono a te.

A te, il mio dono tremendo di parole.

“Nasco al tuo lume naufrago,
sera d’acque limpide.

Di serene foglie
arde l’aria consolata.

Sradicato dai vivi,
cuore provvisorio,
sono limite vano.

Il tuo dono tremendo
di parole, Signore,
sconto assiduamente.

(…)”

Salvatore Quasimodo, Al tuo lume naufrago, da Erato e Apòllion

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