Intanto mi fermo ad ascoltare
il jeans che ricade, morbido
lungo la gamba e sulla scarpa
mentre muovo il passo:
mi sorprendo della perfetta
architettura che presiede
la mia vita.
Poi la tecnologia
d’esistere s’inceppa:
m’impressiono a domandarmi
e la malinconia
s’allunga senza scopo.

Certi romanzi vanno letti
sotto un cielo livido.

27.4.1996

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