[L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.]

Io di ICI ho sempre versato sei euro all’anno (appartamento e box).
Con i provvedimenti adottati dal governo Prodi l’importo era già diventato zero.
L’abolizione totale decisa da Berlusconi, quindi, non mi porta nessun vantaggio.
Prendo il mio esempio perché emblematico di persona media, con reddito medio, appartamento mediamente piccolo, non di lusso, che beneficia di detrazioni per la prima casa.

Ora si sa che l’ICI è uno dei principali introiti per le casse dei comuni.
Da dove reperiranno le risorse finanziarie per erogare i servizi la cui gestione, sempre più spesso, viene loro affidata?
Li taglieranno? O li faranno pagare ai cittadini invece di fornirli gratuitamente? Oppure ancora aumenteranno in maniera massiccia l’addizionale all’IRPEF (tassa che, notoriamente, non pagano i grandi possessori di immobili, ma solo i lavoratori dipendenti)?

Aggiornamento del 5 giugno 2008: I soldi per coprire il buco lasciato dall’abolizione dell’ICI verranno stornati dal fondo contro la violenza contro le donne (-20 milioni), dai fondi per il completamento della strada Ionica (- 350 milioni), per la metro leggera di Palermo (- 240 milioni), per la ferrovia circumetnea (- 250 milioni), per la piattaforma logistica in Sicilia (- 247 milioni) e per la superstrada Agrigento e Caltanissetta (- 180). Spariscono i 30 milioni per il recupero dei centri storici, i 60 per le isole minori e altri spiccioli per le biotecnologie e per le filiere Ogm free. Cassato anche il Fondo per la demolizione degli ecomostri (- 45 milioni). Aboliti i fondi per l’ammodernamento delle rete idrica nazionale (- 70 milioni) e per le forestazione e riforestazione (- 150 milioni). Tagliati il Fondo ordinario delle Università (- 48 milioni) e alla Formazione artistica e culturale (- 27). Spazzati via i milioni (- 95) per “la promozione dello sport di cittadinanza”, per lo sviluppo della banda larga (- 50) e il passaggio al digitale terrestre (- 20) e per il potenziamento dell’informatizzazione pubblica (- 31: con buona pace di Brunetta che vuole semplificare la burocrazia e dematerializzare la PA). Ultima ma non ultima la cancellazione del Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati (- 50). Fonte: Repubblica.it

Passiamo ai mutui.

Lascio la parola a demone (il cui articolo consiglio di leggere per intero):

“Un certo Ministro Bersani (…) aveva introdotto nell’ultima finanziaria la cosiddetta Portabilità dei Mutui.
In altre parole ogni cliente insoddisfatto del trattamento della propria banca può negoziare condizioni migliori con un altro istituto, e se le ottiene può trasferire a costo zero il suo mutuo nella nuova banca. Chi si avvale di questa formula in media riesce a spuntare tassi più bassi di quelli attuali.
Viceversa la rinegoziazione nata dall’accordo ABI – Governo conferma il tasso attuale e lo aggrava degli ulteriori interessi.

Morale delle favola, siamo tutti più felici.
Sono più felici i cittadini che hanno l’illusione di avere un governo che fa i loro interessi.
E’ più felice lo stesso Esecutivo che a costo zero si fa bello davanti all’elettorato.
Sono più felici anche i Banchieri che alla fine (ma non c’erano dubbi…) ci guadagneranno ancora di più.”

Morale della favola, credo di sapere chi saranno le rape da cui verrà cavato sangue.

[Per commentare questo articolo collegati a: http://filosoffessa.tumblr.com/post/35770212/abolizione-dellici-e-rinegoziazione-dei-mutui-due]