Oggi scendo dall’autobus
e percorro la strada che tante volte
ho percorso
calpesto l’erba su cui correvo da bambina
E l’altalena
che volava alta nel cielo
Per anni ha dondolato
solcando prato e sabbia
colorata di giallo e di rosso
poi scrostata e mossa appena dal vento
Ricordo che avevo paura
a lanciarmi senza peso nel vuoto
ma quando una mano mi spingeva
e-lo-stomaco-e-il-cuore-e-la-gola
erano un unico grido
mi sentivo felice e senza pensieri
Per anni le catene sono rimaste
scivolando verso terra
ad ogni sguardo mi sembrava
di aver perso una stagione
di non poterla più ritrovare
Oggi hanno rifatto l’altalena
ora è un asse di legno nudo
le catene sono rosse e nuove
Un sorriso mi nasce
e-lo-stomaco-e-il-cuore-e-la-gola
sono di nuovo un unico grido
e quel ricordo riaffiora
alla superficie del fiume del tempo
Ricordo le corse all’altalena
su fino alle nuvole in mano a dio
le discese dallo scivolo veloci
(un-confondersi-degli-alberi-
delle-case-della-gente-in-una-striscia-breve)
dentro il mucchio di sabbia
dove aspettava mia madre
Ritornano i sogni le canzoni le paure
ritornano i pianti l’orgoglio che brucia
e una stagione che forse
ho voluto dimenticare
perché mai ritornasse
a turbare il sonno di oggi
Allora rido ancora
camminando lentissima
stanca d’un viaggio di ore trascorse
Allora penso ancora
a quanto fosse stupida la paura
e il mio pianto senza foce
M’illudo ancora
di essere oggi cambiata
di essere saggia e lontana
da un giorno spezzato
m’illudo di essere grande
dimentico
Che l’altalena oscilla piano
sopra il prato.

maggio 1989

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