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Ho una casa sul colle
tra olivi e olivi e olivi.

Il vento caldo sul tetto
e il forte odore dei pini.

Nel silenzio che la circonda
sono sparsi gli uccelli.

(…)

E laggiù vedo il mare
ricolmo fino all’orlo
di lontananza.

Frammento da Roberto Piumini, Ho una casa sul colle, in Io mi ricordo quieto patato…, Nuove edizioni romane, 1980, p. 34

Per ora basta.
Torno sull’isola.

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leggevo un libro senza sosta
asciutto come un osso
le parole penetravano la mia fragilità
mi rendevano ebbra
se ancora lo sfoglio – la biblioteca lo conserva –
perdo gli anni dalle spalle
l’adolescenza mi possiede
le stesse cancellature
di scolaro che ha preso appunti
e un po’ di malinconia
comincia:
ascoltami, i poeti laureati
ecco
è domenica
siamo nella mia sala da pranzo
ho vent’anni – forse ventuno
la stanza è fresca e scura
il tuo profumo si confonde con quello dei limoni
montale fu profeta
toccò anche a me – quel giorno
la mia parte di ricchezza

13.6.1998

da Montale ritrovato, I.
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Mi sembra di aspettarti per secoli, pregustando l’incontro successivo.

E infine rivedersi, chiacchierare, riabbracciarsi è sempre una questione di secondi

nel tempo fatto di attimi
e settimane enigmistiche.

Sotto la luna del jazz

And now hear me, jazz,
I whisper I love you, I whisper I love you.

Soundtrack: Paolo Conte, Sotto le stelle del jazz

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Attraverso la piazza di prima mattina, investita da una folata gravida d’acqua.

Il cielo si rischiara. Le rondini gridano, rasenti i tavolini ancora luccicanti di pioggia.

D’un tratto sono a casa, in quella terra impareggiabile da cui il mio cuore proviene.

E’ un’altra piazza, ad accogliermi.

Con un ciliegio al centro, i bar a cui siede qualche assonnato turista, l’odore del caffé turco e di ricotta, il cielo lavato da un temporale notturno, i pesci brulicanti nelle reti appena tirate a riva.

E il mio respiro che s’espande, infinito, inseguendo i gabbiani.

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Oggi, nel vento gonfio di pioggia del parco, mi sono sentita libera.
Spuma d’onda sulla bitta del molo. Luce di rame nel buio nascosto tra i pini.

Mi sono sentita tranquilla. In pace. Fibra dell’universo nel suo continuo fluire.
Come l’altro giorno, seduta sulla panchina con te.

Ci vorrebbe davvero un abbraccio, ora che il meccanismo s’è inceppato di nuovo.
Uno di quelli in cui il tempo smette di scorrere, in cui l’istante si dilata all’infinito, in cui attingo dal cuore della materia l’energia che sprigiona.

In fondo, credo, è solo una questione di chimica quest’aderenza assoluta dei miei atomi ai tuoi.
Ma, non so come, non smette mai di sorprendermi, non smette mai di confondermi. E di convincermi.

Soundtrack: Elisa, Eppure sentire

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Anche il sigaro più buono ha un gusto migliore chiacchierando con te.

Soundtrack: Norah Jones, Toes

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Stamattina sono rimasta impigliata dentro un sogno, di quelli che si fanno appena prima della sveglia e ti lasciano con la sensazione d’esser scivolata nella parte sbagliata di realtà.

Oggi ha cambiato stagione già tre volte.
Ora è autunno, sulle prime colline dell’Oltrepò. Talmente verdi che se non fosse per i vigneti potresti dirle l’Irlanda.

La pioggia, sul tendone, ha un crepitio duraturo. Il cielo non accenna a schiarire.

Guardo una torre, in lontananza, di un qualche castello medievale arroccato su una balza a guardia del borgo, e una ruspa gialla che azzanna la terra nera.

Potrebbe essere questa, o un’altra vita.
Potrei essere io, oppure no.

Chissà se la zanzara che dorme sul davanzale alla fine mi pungerà o se abbiamo stretto un patto di non belligeranza che si riveli duraturo.

Ho letto troppo di politica e scritto troppo poco di poesia.

Soundtrack: Mark Knopfler and Emmylou Harris, All The Roadrunning

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