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magari un giorno anche per te verrà agosto e te ne starai nel tuo ufficio tutto solo a sfumacchiare e mi penserai e ti domanderai perché da così tanto tempo non condividi i tuoi pensieri con me e allora mi chiamerai e chiacchiereremo di tutto e di niente come solo i vecchi amici sanno fare e l’aria diventerà più dolce nel cielo fuori dalle mura di cemento e intorno ci saranno i voli delle rondini e un vento fresco che precede le stelle e allora magari ti verrà voglia di un buon sigaro in riva al fiume e di rivedere la ruga che ho sulla fronte quando mi appassiono ad un discorso e mi chiederai perché non ci incontriamo una di queste sere… allora nel buio mi sentirai sorridere. e quel sorriso ti arriverà dritto al cuore.

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sollecito nella risposta
l’altra sera mi scrivi
-Oh, dai!-

sottovaluti
i miei imperativi

o piuttosto
il potere che hai

28.7.2008

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Affacciata al cortile dove abitava mia nonna il cane nuovo mi ha abbaiato e mi ha rincorso (Iskra è già morta da anni e poi era forse anche più cattiva).

La casa, ristrutturata non di recente, è sempre sprangata.

Il nome della via, cancellato perché era scritto in italiano, è rimasto lo stesso.

Perfino le auto targate Arezzo sono al loro posto, all’ombra del susino selvatico.

Io continuo a girare nel mio cerchio, come in un circo, e mi chiedo per chi sto dando spettacolo.

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(…)

so lead me to the harbour
and float me on the waves
sink me in the ocean
to sleep in a sailor’s grave
to sleep in a sailor’s grave

my heart is full
my heart is wide
the saddest song to play
on the strings of my heart

my heart is full
my heart is wide, so wide
the saddest song to play
on the strings of my heart

Moby, Harbour

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Il cuore sa.

Ma, come una bambina, ho sempre bisogno di conferme, di attenzioni, di carezze.

E’ cosa nota.

Tra le tante, ho anche la fortuna della tua pazienza.

Soundtrack: Coldplay, Don’t Panic

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In viaggio, notte tra il 25 e il 26 giugno

Filano via veloci i boschi della Slovenia e i cerbiatti che giocano con i fari della nostra auto.
Poi è un mattino azzurro sui monti della Lika che spuntano dalla nebbia.
Ancora un cervo, e uno scoiattolo, e operai in attesa della corriera lungo la strada bagnata, e case che portano le ferite d’una guerra che sembra lontana, ma è stata fatica di contadini avvezzi a ricostruire con mani pazienti, a piegare la schiena al dolore.

27 giugno

Plitvice è un incanto d’acque in una terra di frontiera, in cui si morde la fame.

Vrsi – Mulo, 29 giugno

In questa lontananza assoluta da tutto ciò che mi è quotidiano (lavoro, web, telefono, libri, poesia), una solitudine che è quasi salutare dimenticanza, oggi ti ho pensato, in un momento di beatitudine estrema, contro sole e contro vento, con tutto l’orizzonte aperto davanti allo sguardo, che non lo si poteva colmare.
E il mio pensiero s’è spinto in alto.
Libero.
In pace.

Vrsi – Gospa od Zečeva, 1 luglio

Bianco accecante della roccia scoscesa, dilavata dall’acqua, blu cobalto del mare.
Profilo delle isole all’orizzonte, verde-arancio nella luce, e spruzzi di giallo dei fiori del cardo sui pendii  scalati dalle greggi.
E’ questa bellezza aspra e selvaggia, che mi taglia il respiro, che mi pulisce e mi scava come il vento la pietra, che vorrei condividere con te.

Isole Kornati, 2 luglio

Ho fatto il bagno in un mare di smeraldo.

3 luglio

Šibenik è una città cadente, con le case addossate l’una all’altra, e gatti magri come nei bassorilievi dell’antico Egitto.

Il parco del Krka è violentato da orde di turisti in mutande che fanno il bagno nelle cascate e bivaccano ovunque, spolpando il terreno, come sciami di locuste.

4 luglio

Siamo tornati a Vir, a contenderci la spiaggia coi gabbiani e gli altri uccelli che fanno il nido nella terra.
Poi abbiamo mangiato pesce affacciati alla porta di Nin e detto arrivederci alla Dalmazia.

Nerezine – Galboka, 5 luglio

Sono sulla mia spiaggia. Non è cambiata per niente.
E’ l’ora in cui i turisti vanno a cena e il mare lascia intravedere i suoi tesori.
Le rondini volano a pelo d’acqua, le cicale cantano tra i pini, le onde, lunghe, sono verdi e le isole rosa-azzurre, tutt’intorno.
La luce declina, si alza la marea con un suono dolce, che scivola sulla riva.
Rintocca la campana di Santa Maddalena.
Nella case vicine arde un fuoco di legna.
E’ un tramonto tranquillo e io sono felice.

6 luglio

E anche le stelle si vedono ancora tutte.
A milioni.

7 luglio

Un Cohiba alla tua salute, in una sera di temporale che ti piacerebbe molto, con le nuvole aggrovigliate alle stelle e i lampi che vengono dal mare.
Manca solo di ascoltare Nestor’s Saga.

8 – 13 luglio

Poi non ho avuto voglia neppure di scrivere.
Soltanto emozioni.

A casa, 14 luglio

Riprendo il capitolo da dove l’ho interrotto. Da una musica.
Casa mi accoglie con il cielo ripulito dai temporali, come più lo amo.
Alla fine, la vacanza è tutta dentro di me.
Mi accendo il toscano del ritorno mentre sale la luna.
Soundtrack: Coldplay, Life In Technicolor

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