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Il Futuro
non ti guardi con occhio
sospettoso:
la tua anima
è azzurra.

Il Futuro
non ti porti vendette
e disinganni,
ma una lucida spada
di cristallo.

1990

Buon anno nuovo, a chi gradisce l’augurio.

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Seconda versione:

I segni del tempo
sul tuo viso
fanno più morbido
il sorriso

E il bene
che ti porto ora
è forte
più d’allora

15-16.12.2007

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Prima versione:

I segni del tempo
sul tuo viso
hanno reso più morbido
il sorriso

E il bene che ti porto
ora
è più forte
di quello d’allora

15.12.2007

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alla fine ti amo
come quando ogni mattina
vieni al mondo
per lo sguardo che schiuma
dal profondo
e conquista il suo potere
se ogni cosa china
il capo
al volere delle mani
se s’abbandona incerta
a gesti lenti – piani
e sale al tuo richiamo

14.12.1998

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Ho traslocato, smontato e rimontato una ventina di computer.
Inscatolato libri, riposizionato libri.
Mi sono svegliata presto e coricata tardi. Fatto i numeri per leggere qua e là.
Ho ascoltato il telegiornale, anche.
E sono stata a Genova, a guardare i cavalloni alti, verdi e grigi, le spume bianche contro la riva, a Boccadasse.
A bere in un posto tapezzato da bottiglie di rum.
A fumare sulla spiaggia il 9 di dicembre.
Sono scivolata tra le tue braccia che non era ancora l’alba. Le tue braccia calde intorno a me.
Ho guidato nella nebbia. Ho guidato nel sole.
Tra le ciminiere e le montagne.
Ho sentito musica, parole, discorsi, urla, imprecazioni.

Con un po’ d’affanno.
La fine di quest’anno scivola.

Soundtrack: Linkin Park, Leave Out All The Rest

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Non so dove fossi, negli ultimi tre mesi.

Ma non importa.

Sono contenta che tu sia tornato.
(E di aver visto una stella cadente il 4 dicembre).

Soundtrack: The Notwist, Consequence

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Ci sono giorni che questa diventa la mia ora preferita.
Quando il sole è tramontato e non resta che una striscia arancio, dietro i tetti.
La casa talmente silenziosa che sento l’acqua salire nei termosifoni.

Allora fisso la finestra finché la luce non si ritira tutta, oltre il vetro.
Finché non si nasconde tra i rami della magnoglia, attraversa il giardino e scompare.

Resto così, nel silenzio.
Nel buio che conserva ancora un barlume.
Nella sera che non è ancora notte.
Nel cielo che svela le prime stelle, alla fine d’un pomeriggio d’autunno.

Resto così finché non sono obbligata ad alzarmi.

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