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Sì, dovresti preoccuparti.

Invitarmi ad uscire, portarmi a cena, offrirmi un sigaro comprato apposta.

Appoggarmi una mano sulla spalla e dirmi che non sei bravo con le parole, ma sei qui per me.

Soundtrack: Bruce Springsteen, Reason To Believe

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Bisognerebbe chiudere le tende su questo giorno vestito a festa in cui tutto mi parla dello splendore della vita.

Nella mia anima brucia una febbre cattiva.

Dovrei rifugiarmi dentro la terra, in una buia, umida tana, dove guaire non vista finché non ho più occhi per piangere.

Finché non ho più forza di urlare.

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Piove a dirotto.

Guardo le gronde vomitare acqua.
I camion schizzare fango dalle pozzanghere.

Leggo.

Ascolto l’aria entrare nei polmoni.
Cercare d’espandersi con un sibilo.

Prendo appunti per poesie future. Chissà.

La poesia salva la vita.

Non riesco a pensare.
Non riesco a scrivere altro.

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La radiografia di controllo è negativa.
Sono ufficialmente guarita. (A parte i soliti acciacchi, ma quelli fanno parte della routine.)

Martedì sarò di nuovo al lavoro.
Con una montagna di arretrati, eppure felice di lasciare questa stanza, che comincia a diventarmi stretta.

Il tempo si fa colla, le nuvole un muro grigio in cui intravedo rari spazi di sereno.

Intanto il carrozzone che si fregia dell’altisonante titolo di centro-sinistra prende il posto che merita: nelle sfilate di carnevale.
Se in Italia abbiamo Berlusconi tutto sommato ce lo meritiamo.

Non dovessi restare confinata per un’eventuale visita del medico fiscale me ne andrei sul fiume.
In barba al tempo grigio.

Andrei a guardare i gabbiani che planano sull’acqua, i pescatori che affondano la lenza.
Ascolterei i miei passi sul pontile, vedrei i salici spuntare sulle rive, le altalene abbandonate, le barche capovolte per l’inverno.

Vedrei come l’uomo uccide la bellezza per i soldi ed il potere, con la presunzione di credersi eterno.

E saprei che finché ci sarà spazio per la bellezza, ci sarà tempo per la speranza.

Soundtrack: Elisa, Little Over Zero

Questa poesia mi arriva poche ore dopo la notizia di una morte assurda.

La leggo più volte, trovandola sempre più vera nella parte che dice:

Certe cose sembrano essere state predisposte
da Dio e dal Diavolo.
Certe cose sono come le aquile.
Vivono in alto
possono benissimo dimenticare la valle.
Certe cose sono come il terremoto:
utilizzano tutte le nostre paure.

Io mi sento proprio così.

Avrei voluto scrivere, ma le parole si sono tutte ingarbugliate, da qualche parte.

Soundtrack: Bruce Springsteen, You’re Missing

quanto sto male oggi, mi viene quasi da vomitare.
ora torno a casa dentro la tua musica, in cui spero di trovare un po’ di pace.

while you are away
my heart comes undone
slowly unravels
in a ball of yarn

so when you come back
we’ll have to make new love

Soundtrack: Bjork, Unravel

sono sola. cammino lungo il naviglio. il mago del pedale è già in fuga da ore.
sento un’urgenza di parole attraversarmi le dita, ma non è ancora poesia.
ieri notte, tra le mura di bergamo, soffiava il vento dell’isola. vento salato, di alghe di mare.
stamattina, l’acqua del canale ha l’odore del porto nei primi temporali di settembre.
ed io mi sento esposta, con le valve aperte.
respiro la pioggia che s’avvicina.
ascolto il mio corpo ribellarsi al dolore, arrendersi al presente.
restare, semplicemente, dov’è.

infine ecco la pioggia
io non chiedo più nulla
non penso non sono
che acqua che cade dal cielo
fumo che sale dal sigaro
grigio nel grigio
turbine come di schiuma
e silenzio
crepitio di foglie bagnate
amore

cinqueeventi
stamattina
crampo al polpaccio
sveglia
tempochepassa chepassa chepassa chepassa chepassa
sempre sveglia

colazione al bar: io, e i magutt che giocano alle macchinette
hanno le facce già stanche
i vestiti sporchi
e la giornata deve ancora cominciare

ottoemmezzo
officina
la macchina in panne da quattro giorni è finalmente pronta
posso prendere l’autostrada
ascoltando la radio
piove
piovepiovepiovepiovepiove
a radiopopolare c’è sansone
mi fanno ridere con l’inno dell’udeur
speriamo lo mettano sul sito che me lo voglio proprio scaricare

traffico di bergamo (che sia di bergamo non vuol dire
è lo stesso dappertutto il traffico)

intanto che parcheggio c’è reallove nel cd
aspetto che sia finita prima di scendere

palestra: cycletteesercizipallonestretchingpesisullecaviglie

via di nuovo che l’autostrada sarà zeppa
e non posso rischiare di far tardi al lavoro
sono sotto di ore sul cartellino

eccomi qui
già mezzogiorno passato
oggi non si pranza: panino e birra intanto che mi metto al computer
ma per fortuna stasera si va a cena con amici e colleghi
ne avrò più che abbastanza

tra poco la sarda che abita il piano inferiore dell’ufficio
se ne va fuori dai maroni
spengo questo c…o di riscaldamento che ha messo a 200 gradi
e finalmente resta tutto per me

il venerdì pomeriggio è il mio momento preferito

entro le quattroemmezzo, prima del turno al pubblico, devo mettere insieme un articolo sul nuovo servizio di consulenza informatica che attiveremo dal 1 maggio

voglia zero

cerco ispirazione nella musica (almeno così non sento la sarda che strilla al telefono)
red hot chili peppers
i could die for you oh this life i choose

per un perfetto giorno di pioggia in biblioteca non c’è male
manca solo la tua voce

nonostante il sole, due ore di palestra, la grappa dopo pranzo, il sigarillo, l’utente fedele che è passato a salutarmi, fix you sparato a palla in cuffia, la giornata non ingrana
dolore dolore dolore dolore dolore dolore dolore dolore
un mostro che mi divora
e dovrei pure lavorare, senza farmi compatire troppo dai colleghi che ormai ne avranno le palle più piene di me